Evaporiti di San Leo
Sito componente n. 6 - I candidi gessi alabastrini

In Comune di San Leo (RN) lungo il corso del Rio Strazzano, un piccolo affluente in sinistra idrografica del Marecchia, affiorano Gessi messiniani con le caratteristiche tipiche della Romagna orientale. Non si tratta, infatti, di strati di gessi macrocristallini formatisi in posizione primaria in ambiente di mare basso come quelli della Vena del Gesso o dei Gessi bolognesi, ma di gessi microcristallini (alabastrini) prodotti da grandi frane sottomarine che hanno interessato i gessi selenitici e li hanno disgregati e ridepositati in ambiento marini più profondi. Questi gessi si presentano solitamente in livelli sottili dai caratteristici colori bianco e grigio-nocciola, alternati a brecce costituite da residui degli originali cristalli di selenite.
Pur se di modeste dimensioni, nel bacino del Rio Strazzano sono presenti numerose forme epigee, soprattutto doline, ma anche forme ipogee, costituite da grotte appartenenti a un interessante sistema carsico, sviluppato per alcune centinaia di metri parallelamente all’asse della valletta e sottostante pochi metri rispetto al corso del rio stesso.
DIMENSIONI
• Core area: 119 ha
• Buffer zone: 165 ha
Contesto di tutela
- 2 Geositi di rilevanza regionale: Calanchi e gessi di Legnagnone, Rio Strazzano e Dorsale di Monte Fotogno, Monte Tausano, Monte Gregorio, Monte San Severino
- 1 Sito di importanza comunitaria ZSC-ZPS IT4090003 - Rupi e Gessi della Valmarecchia
- Percentuale del bene che ricade in siti Rete Natura 2000: 100%
Valore geologico
IL GESSO ALABASTRINO
Nel sito è presente gesso in forma microcristallina (alabastro). La sua origine è legata alla seconda fase di deposizione dei gessi dell’Appennino settentrionale. Gli spessi depositi di gesso che si erano formati in ambiente di mare basso, ancora visibili più ad ovest, lungo la Vena del Gesso e nei Gessi bolognesi, nella Romagna orientale, a partire da circa 5,6 milioni di anni fa, hanno iniziato a essere erosi e a franare nelle parti più profonde del bacino, frammentandosi e formando depositi costituiti da strati di detrito sabbioso-gessoso, alternati a strati di brecce costituite da resti di cristalli di selenite più grandi. Al termine della crisi di salinità e in occasione del ripristino delle condizioni “normali” del Mediterraneo, questi strati sono stati poi sepolti da oltre 500 m di spessore di sedimenti più giovani, consolidandosi in roccia e trasformandosi in anidrite (minerale simile al gesso ma senza acqua strutturale, invece presente nel gesso). Con il successivo sollevamento della catena appenninica e con l'esposizione in superficie della roccia, l’anidrite subì un nuovo processo di idratazione, trasformandosi in gesso alabastrino. Questo gesso microcristallino, quando è puro ha un tipico colore bianco candido, mentre gli strati di gesso grigio scuro devono il loro colore all'argilla e alla materia organica contenuta.
GROTTA DEL RIO STRAZZANO
Il Rio Strazzano, che ha inciso il bianco gesso microcristallino, lungo le pareti del suo corso ha creato anche un peculiare sistema carsico. Parallelamente al suo corso epigeo, il rio ha anche generato condotti carsici che oggi costituiscono il normale percorso di scorrimento delle acque. La valle esterna è sospesa a circa 1,5 m sopra la condotta carsica ed è normalmente asciutta, a meno che il sistema sotterraneo non sia completamente allagato. La condotta rappresenta l'unico esempio noto al mondo in cui i condotti carsici attraversano gesso alabastrino formatosi a spese dei cristalli di selenite. La cavità contiene cristalli che possono raggiungere i 30 cm di lunghezza.
Valore storico
Nel sito sono presenti testimonianze della ricerca mineraria di zolfo fin dall’800. Lo zolfo, infatti, estratto in Romagna per decenni in varie miniere, è associato alla presenza del gesso, formandosi da quest’ultimo nella fase di seppellimento, per reazioni chimiche complesse, dovute principalmente alla azione di batteri in presenza di sostanza organica. Poiché nella successione sedimentaria che costituisce l’appennino romagnolo, sotto i Gessi sono presenti formazioni geologiche ricche in argille bituminose, in varie parti del territorio si sono verificate le condizioni favorevoli alla formazione dello zolfo e allo sfruttamento minerario. Importanti e produttive sono state le miniere di zolfo del cesenate (Formignano, Boratella, ecc.) e, soprattutto, di Perticara, nel riminese. La ricerca nel Rio Strazzano non ha tuttavia dato risultati tali da avviare un processo industriale.
Valore naturalistico
Oltre al valore geologico e paesaggistico, l’area offre una notevole ricchezza biologica. La vegetazione si presenta con numerosi tipi forestali e di prateria, tra i quali boschi mesofili a querce (soprattutto Roverella) e latifoglie miste (Laburno-Ostryon) come Acer obtusatum e Carpinus orientalis; querceti caducifogli con sclerofille mediterranee tipo leccio, fillirea, terebinto, ligustro, Pyracantha coccinea e Osyris alba; prati a Bromus erectus e Brachypodium pinnatum colonizzati da arbusti sparsi o raggruppati in piccole colonie dalla fisionomia variabile; vegetazione arbustiva a ginepri oppure raggruppamenti erbacei folti con Ononis masquillerii e radi con Astragalus monspessulanus e Coronilla minima. Presente anche l'orchidea Himantoglossum adriaticum, d'interesse comunitario.
L’avifauna annovera oltre 20 specie incluse nelle direttive europee, con una decina stabilmente nidificanti. Tra gli uccelli di interesse comunitario ricordiamo: albanella minore, succiacapre, calandro, calandrella, nibbio reale, specie localizzata in regione, falco pecchiaiolo.
Le rupi e le grotte sono rifugio per chirotteri troglofili. In particolare, rilevato recentemente è un complesso di nove specie di pipistrelli comunitari, tra cui Rhinolophus hipposideros, R. ferrumequinum, Myotis myotis, M. capaccinii, Miniopterus schreibersii.
Per maggiori informazioni: Evaporiti di San Leo (sito Rete Natura 2000 IT4090003 -ZSC-ZPS- Rupi e Gessi della Valmarecchia)
