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Introduzione

Il riconoscimento, arrivato il 19 settembre 2023 durante la 45ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunita a Riyad, ha riconosciuto l’eccezionale valore geologico e geomorfologico di questo patrimonio naturale, composto da sette aree distribuite tra le province di Reggio Emilia, Bologna, Ravenna e Rimini.

In questi tre anni il riconoscimento UNESCO è stato accompagnato da un percorso di gestione, tutela, conoscenza e valorizzazione del sito. Un primo importante appuntamento è stato, nel settembre 2024, il convegno internazionale dedicato alle aree carsiche nei gessi, alla loro conservazione, gestione e fruizione, con due giornate di lavori e successive escursioni nei siti UNESCO. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto con esperti e realtà italiane ed europee sulle sfide legate alla gestione di questo patrimonio.

Nel 2025 è stata rafforzata la struttura di gestione del sito, con l’istituzione del Comitato scientifico, composto da studiosi, esperti e rappresentanti delle istituzioni e del mondo speleologico, con funzioni consultive e propositive in materia di conservazione, ricerca, monitoraggio e divulgazione.

Inoltre, 37 soggetti istituzionali, tra Regione Emilia-Romagna, Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Province, Città Metropolitana di Bologna, Unioni territoriali, Comuni ed Enti di gestione per i Parchi e la Biodiversità, hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per il supporto alle attività legate all’iscrizione del sito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Un passaggio che ha rafforzato il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nella tutela e nella valorizzazione del bene e ha portato all’istituzione del Comitato Istituzionale, organo di riferimento per la gestione del sito.

Nel 2026 questo percorso ha raggiunto un nuovo importante traguardo con l’approvazione della Strategia di Gestione Complessiva (SGC) del sito UNESCO. La Strategia definisce obiettivi, azioni e strumenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio, coordinando le attività di monitoraggio, ricerca scientifica, gestione dei visitatori e sviluppo sostenibile del territorio. Nella stessa occasione sono stati approvati anche lo stato di attuazione della Strategia e il Piano di Gestione dell’Esperienza di Visita (PGEV), dedicato alla fruizione sostenibile del sito e alla gestione dei flussi dei visitatori.

Un altro passo importante è stato lo sviluppo di una identità visiva comune, con la realizzazione e l’approvazione del marchio del sito UNESCO: uno strumento pensato per rendere riconoscibile il patrimonio e coordinare la comunicazione delle sette aree che compongono il bene seriale.

A tre anni dal riconoscimento, il Patrimonio Mondiale UNESCO rappresenta quindi non solo un importante traguardo raggiunto, ma anche un impegno permanente per conoscere, proteggere e valorizzare un patrimonio naturale unico, attraverso la collaborazione tra istituzioni, enti gestori, comunità locali, mondo scientifico e speleologico.

Foto: Francesco Grazioli

Ultimo aggiornamento: 18-09-2026, 10:08